-bastonate-

Adesso vedrai che tira fuori il Mamba (un pezzo sui Distanti che parla di quanto cazzo son vecchio)

Pubblicato in DISCONE da kekko il novembre 15, 2011

Tra me e i Distanti c’è qualcosa (credo) come dieci anni di differenza. Quando avevo l’età dei Distanti il mondo e la musica erano abbastanza simili a quelli che ci sono oggi, ma gli occhi per leggere l’uno e l’altra erano molto diversi. Almeno credo, insomma. Quando avevo l’età dei Distanti, i gruppi non si riunivano su base settimanale. C’era la reunion del partito comunista (performing La svolta di Salerno in its entirety), questo sì, ma i gruppi si dividevano più o meno tra vivi e non. Leggevi una rivista di musica, tendenzialmente al posto di webzine e blog, e non t’incazzavi poi molto se in ogni pezzo su un disco con la chitarra alta c’era scritto urgenza o vetriolo o generazionale, e non t’incazzavi nemmeno se leggevi Sonic Youth o My Bloody Valentine tutte le volte che il chitarrista usava una distorsione. Qualche volta si leggeva ancora nuovi Nirvana, qualche volta lo si scriveva pure, anche se NOI eravamo già avanti o convinti di esserlo, o forse no, non ho davvero un’opinione su questa cosa ma forse un po’ sì e forse questa opinione mi definisce come persona e mi squalifica come critico, se uno vuole usare questa parola, ecco.

Voglio dire, credo di aver capito i Distanti. Non sono il loro più grande fan, tutt’altro. Di tutto il gruppo di band del quale volenti o nolenti (noi o loro) si trovano dentro, intendo i vari Gazebo Penguins, FBYC, forlivesi assortiti, DoNas o L’Amo o Verme o Dummo o Riviera e tutti gli altri, sono quelli che mi piacciono meno. è che io e i Distanti abbiamo ascoltato probabilmente gli stessi dischi ma in diversi periodi, e quindi in un modo diverso e con orecchie che non s’assomigliano neanche un po’ e che quanto più si voglion somigliare tanto più è difficile, insomma. Per me c’era stato un periodo in cui certe cose sembravano nuove, eccitanti e fatte da persone che suonavano quella roba lì perchè avevano ascoltato tutto sommato poche cose e avevano deciso che era comunque il caso di dare una loro versione e insomma, era sempre tutto più o meno inedito e giovane e qualcuno aveva l’urgenza il vetriolo e la generazione, e qualcun altro aveva sonic youth o mbv e tutto il resto insomma. I Distanti li hanno tutti e due perchè in qualche modo gli tocca, partono da un mondo del quale hanno un’opinione precisa e documentata e abbastanza strumenti per decodificarlo (o strumenti diversi, poco conta insomma, mi sembrano più lucidi di quanto lo ero io alla loro età) e tutto quello che possono fare è lavorare di sottrazione e aggiungere qualche elemento vintage tipo fare un disco con le CANZONI e poi boh, vedere un po’ cosa succede. Il disco lungo precedente è stato preso come una cosa che forse non era, a metà tra il punk rock dei nostri tempi e il ritorno dell’emo quello sai no, quello prima che ci facessero l’esproprio della parola emo eccetera. O forse era proprio quello, ma alla luce di un nuovo mini uscito tipo OGGI per To Lose La Track, che ormai è l’unica etichetta rimasta, sembrava semplicemente il primo passo per diventare quello che i Distanti giustamente meritano di diventare. Vale a dire qualcosa i Marlene Kuntz di chi ha gli anni che avevo io quando ascoltavo i Marlene Kuntz. Rock, sicuramente, non punk. Italiano, molto italiano. Molto cosciente di quello che è. Forse persino con quella specie di puzza sotto il naso che avevano loro. E certo, io i Marlene li ho sempre -sostanzialmente- cagati poco, ma sempre meglio i Marlene che tutti gli altri. E i Distanti sono già meglio di quanto i Marlene sono mai stati. Lo streaming:

(a Forlì con i Crash of Rhinos ci son loro)

12 Risposte

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  1. Pepe perepepe said, on novembre 15, 2011 at 1:29 pm

    Tutto perfetto, una volta ogni tanto.

  2. apessio said, on novembre 15, 2011 at 2:33 pm

    non mi torna la voce, ma musicalmente mi risvegliano i neuroni persi negli anni 90

    anche se quel lavoro lì preferisco continuare a lasciarlo fare ai fuh, alla fine dei conti.. che se solo cantassero in italiano altro che marlene di sticazzi.

  3. Lenny Nero said, on novembre 15, 2011 at 3:18 pm

    Il loro primo ep è stata una gran bella sorpresa, l’album m’è piaciuto un po’ meno, quel modo di cantare lo digerisco poco. Questo l’ho ascoltato superficialmente. I primi 2/3 dischi dei Marlene Kuntz (che da ragazzetto ho amato molto ma non ascolto da mò) sono dei signori dischi però eh!

  4. sart said, on novembre 15, 2011 at 3:50 pm

    Ok ma l’articolo non è finito qui, giusto? Devi andare avanti con “Invece…. etc”.
    no?
    così è sospeso sul più bello.
    o dobbiamo dedurre l’”invece” dal fatto che invece che vendere 10mila copie ne venderanno 500 se va bene?

    • kekko said, on novembre 15, 2011 at 3:56 pm

      non so, non ho una vera e propria opinione su questa cosa -nè una partecipazione sugli introiti del disco, suppongo. cmq no, non credo ci sia nessun “invece”. :)

  5. tutancamion said, on novembre 15, 2011 at 4:39 pm

    la tag “luca benni è il giulio cesare ragazzi degli anni zero” vince sull’odio nel mondo
    Concordo su quasi tutto.

  6. Sono tipo degli Altro con un accento meno invasivo e fastidioso che incontrano il disagio di Vasco Brondi senza Vasco Brondi e con dei testi più stupidi. Ho apprezzato molto: 0.4.

    PS Al peggio non c’è mai fine, vogl a beluccone

  7. [...] c’è perfino qualche ragazza, trascinata qui per chissà quale motivo, forse a tradimento. I Distanti sono il tempo che mi separa dai Crash of Rhinos: deve passare, e passa. Dal banchetto dei dischi [...]

  8. [...] AICS), Kaki King al Bronson (21.30, dieci euro), Turbo Trio al Bartleby (21, gratis) e LaQuiete + Distanti al Covo (22, ??? euri). Sabato Chicks On Speed in live djset transgender pilotato al Locomotiv [...]

  9. [...] Italia) + Distanti (emo-core, Italia) La Quiete: wikipedia myspace Distanti: osservatoriestremi bastonate dove: Covo Club (Viale Zagabria 1, Bologna) ingresso: € 7 [...]

  10. RIFONDAZIONE INDIE ROCK « -bastonate- said, on gennaio 23, 2012 at 9:19 pm

    [...] chiamata RIFONDAZIONE INDIE ROCK. C’è solo gente che ci piace: Raein, Gazebo Penguins, Distanti. A scelta nell’ordine. Poi se qualcuno rimane mettiamo su anche qualche disco, tutta roba che [...]


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