cronache dello SCRANNO

C’ho un amico che si chiama Marco. È il dj di Radio Dio e suona in un gruppo che si chiama Cat Claws, il quale stasera terrà l’ultimo concerto della sua esistenza a Roma e approfittiamo per sostenere e salutare*, e ha coniato per queste cose il termine SCRANNO. Cioè, scranno è un sostantivo esistente ma lui lo usa come aggettivo per definire un suono che non è né sgrattoa né rusty ma molto più immanente ed esistenzialista e non psichedelico, gregginniano o nelle sue parole

SCRANNO è quando il riff di chitarra o cmq il mood generale del pezzo di fa venire voglia di dire SCRANNO mezzo digrignando i denti e mezzo epico. Ti siedi sul tuo SCRANNO e comandi il mondo quando senti un pezzo SCRANNO.

Secondo il mio punto di vista, la quintessenza dello SCRANNO come ideologia è quel genere di mistone tra accacì e doom metal non epico, cioè tra accacì e sludge metal, cioè sostanzialmente i Cavity e le relative filiazioni, quella roba che ti viene da fare headbanging con dei bulloni ficcati nel collo. La principale filiazione dei Cavity si chiama Black Cobra e ha prodotto una manciata di dischi (l’ultimo dei quali, Chronomega, uscito su Southern Lord nel momento in cui Greg Anderson aveva deciso di investire sul lato core della faccenda) che bastano da soli a spazzare via la maggior parte delle ipotesi di berciante millenarismo postcore in commercio –non a caso dalle nostre parti non è infrequente leggere recensioni in cui si accusa il gruppo di scarsa fantasia, ove per fantasia immagino si intenda copiare i Pelican pari pari. Per il nuovo disco la band ha probabilmente deciso di investire sul suo lato catchy e ha registrato i pezzi con Kurt Ballou dei Converge invece che con Billy Anderson, ma il primo pezzo della nuova gestione (messo in streaming su Metalsucks) sembra dar conto del fatto che sia stato il gruppo, più che il produttore, a dettare le regole, e questo si risolve in una delle cose più sincere e sobrie e incazzose dell’anno in corso, vale a dire la quintessenza dello SCRANNO. Da qui in poi si tratta di aspettare con la bava alla bocca il disco intero che si chiamerà Invernal e uscirà in autunno, giusto per fare una cosa alla cazzo di cane.

*noi i Cat Claws li ricorderemo per sempre nella mostruosa rendition sludge di Eye Of The Tiger incisa per Fight Night 2010.

Un pensiero su “cronache dello SCRANNO

  1. Pingback: Il listone del martedì: DIECI DISCHI PIU’ O MENO POSTCORE NON DISPREZZABILI USCITI DAL 2004 A OGGI | -bastonate-

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...