Mark Lanegan – Blues Funeral (recensioni di mille e passa battute come quando eravamo giovani)

L’onda dei pezzi che stanno uscendo sull’ultimo album di Mark Lanegan sta concentrandosi abbastanza sul fatto che i suoni elettronici presenti in qualche pezzo dell’album possa lasciare spiazzati i fan di vecchia data e togliere qualche consenso all’album, nel quale comunque è assolutamente possibile riconoscere la penna dell’Uomo in tutta la sua smagliante forma. Ecco, per prima cosa IO ho passato quasi una ventina di anni ad ascoltare musica ai limiti dell’ascoltabile, e so che non è una cosa per cui tirarsela ma mi sembra comunque molto arrogante da parte di un critico venirmi a dire che penserò tutto il male possibile di un disco solo perché dentro ci sono due pezzi di elettronichina scrausa. Seconda cosa, l’elettronichina scrausa in un paio di pezzi è DAVVERO l’ultimo dei problemi dell’ultimo disco di Lanegan, una robetta con due pezzi decenti che se fosse uscita a nome Pinco Pallo si sarebbe stato “Pinco Pallo fa roba alla Mark Lanegan, solo che Mark Lanegan è Mark Lanegan e Pinco Pallo è appunto Pinco Pallo”. Poi sì, NON è un disco atroce di quelli che ti fan venir voglia di scendere in strada e rigare macchine a caso, magari a sforzarsi ci si tira fuori tre o quattro pezzi decenti. Bel risultato, complimenti, viva la figa, viva Dio, la musica è in formissima. Vaffanculo.

4 pensieri su “Mark Lanegan – Blues Funeral (recensioni di mille e passa battute come quando eravamo giovani)

  1. Oh, io l’ho sentito due volte, non mi fa impazzire e trovo le cose elettroniche un po’ strane qui e lì (“dure da digerire”, scriverebbero in una di quelle recensioni serie).

    Mi sono per ora uniformato al giudizio positivo di mia moglie anche per non avere il fastidio di riascoltarlo.

    In generale, non ho mai capito perché a voialtri hipsters non piaccia Bubblegum, autentica figata oscura e riottosa, che potrebbe anche essere il mio disco preferito di ML dopo I’ll take care of you.

    Comunque momento top di Lanegan in generale nella vita è Another Love Song dei Queens of the Stone Age. Nello scriverlo mi viene il dubbio che la canti effettivamente lui. Confermo comunque che si tratta del suo momento top, anche nel caso in cui lui non fosse manco parte della band nel momento in cui quel pezzo venne inciso.

      • Guarda, a Bologna nel 2000 e qualcosa (a quel Flippaut/Independent rompicoglioni con i White Stripes) la cantò Lanegan, altro non so

        Mike Johnson non che me lo sia mai molto cacato, sai. A stento so chi sia. Lou Barlow è il male, a proposito.

        Senti, comunque Queens of the ecc. grandissimo gruppo drugo. Li mandammo tutti a cacare dopo Songs for the Deaf, ma pensavo l’altro giorno che c’è un sacco da recuperare anche dai dischi dopo (che non ho riascoltato, peraltro)

  2. Pingback: I Wilco live a Bologna | neuronifanzine

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