XIU XIU (e/o fenomenologia dell’Avere Rotto il Cazzo)

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Di solito i gruppi che ti scordi sono gruppi che non sono mai contati un cazzo e magari pensavi di sì. Tipo, che so, Pelican o Interpol, Trans AM, Add N to X, Tortoise, At the Drive-In, roba così. Erano interessanti e poi riascolti i dischi e ti si sgonfia il cazzo, anche quelli che te li ricordavi belli1. Un giorno ti dici “cazzo questi me li devo davvero riascoltare, non so perché li ho persi di vista”. E poi li senti e c’è davvero dell’atrocità sotto, un’atrocità intima che ti impone oltre a voler smettere immediatamente di ascoltare quello che stai ascoltando ti fa venire il desiderio di sporgere un reclamo per l’ipotetico tempo che anni fa hai passato a sentire questa merda invece di concentrarti sui Liquido. Sacche di spreco delle facoltà cognitive e poco altro, ognuno ha i suoi scheletri nell’armadio. Possiedo un disco dei The Music originale, per dire. Ho sentito il singolo e ho pensato “WOW, MADCHESTER!”, il tutto senza avere la minima cognizione di Madchester e possedendo un paio di dischi degli Happy Mondays che mi hanno sfondato i coglioni tre settimane dopo il primo ascolto.

Ecco, non parlo di questi gruppi. Parlo di un’altra categoria, quella del GRUPPO FIGO che a un certo punto ha fatto PUF pur non smettendo di essere figo, o quantomeno interessante, o comunque rimanendolo per me anche se non per l’opinione pubblica. I motivi per cui questo succede sono molteplici, ma credo che il principale sia la sovraesposizione del gruppo/artista rispetto al suo pubblico potenziale in un certo momento della sua carriera. L’assioma, insomma, secondo il quale questo o quel gruppo ha rotto il cazzo.

Questa cosa succede a tutti i livelli di fama/esposizione, anche se essendo il concetto di rompere il cazzo legato al concetto di hype la cosa assume questioni da dramma sociale solo quando si vendono milioni di copie (un universo cognitivo che funziona secondo regole sue e mentre dico “secondo regole sue” intendo “alla cazzo di cane”) . L’assunto secondo il quale gli Oasis hanno rotto il cazzo è venuto fuori verso il terzo disco ed è rimasto valido fino allo scioglimento del gruppo –trasferendosi poi, per comodità, sul nuovo gruppo formato da Liam Gallagher e ridando questa incredibile street-cred post-mortem2 al fratello, il quale senza cambiare di una briciola il modo di scrivere si è ritrovato autore di quello che è stato considerato il miglior disco degli Oasis da Morning Glory a oggi per almeno venti minuti. Ero lì quando è successo, peraltro High Flying Birds discone del gesù e della madonna, come peraltro quasi tutti i dischi degli Oasis compresi quelli che vi aspettate io possa definire merde totali tipo Heathen Chemistry. Dicevo appunto, la cosa di avere rotto il cazzo non è comunque appannaggio esclusivo dei gruppi baciati da iperesposizione; ricordo di aver assistito, ai tempi dei forum di Fastidis/Movimenta/etcetera, a una polemica molto violenta legata al fatto che in quel giro postpunk italiano che andava quegli anni, i festivalini in posti tipo Ekidna o XM Valverde Valtorto Acquaragia o quel che era insomma, “suonano sempre gli stessi gruppi che sono amici e il culo parato e le scie chimiche”, cioè un concetto secondo cui un gruppo tipo gli SPRINZI può rompere il cazzo, mica i Bud Spencer Blues Explosion voglio dire3. E poi ci sono tutte le vie di mezzo, sempre stando in Italia un caso eclatante di avere rotto il cazzo in quel giro lì è Le Luci della Centrale Elettrica (il quale è passato da più grande promessa del cantautorato italiano al cazzo rotto nel giro di un anno circa e SENZA realizzare un secondo disco, che è arrivato a cazzo abbondantemente rotto ed era, a conti fatti, buono grossomodo quanto il primo).

Nei primi anni duemila andava molto di moda (tra quelli che rifiutano il concetto di andare di moda) una quasi-onemanband di nome Xiu Xiu. Era una specie di postpunk cantautorale con sotto un briciolo di elettronica spicciola, a conti fatti lo potremmo definire indie-pop se con questa definizione si può pensare all’esatto contrario dei Belle&Sebastian. Roba oscura e depressa, pesantemente influenzata da Talk Talk e New Order e basata sulla ricerca di un arrangiamento quanto più scarno ed essenziale possibile (ma quasi sempre diverso dagli altri) ad ogni pezzo. Mentre mi arriva il nuovo disco penso a dove ho lasciato gli Xiu Xiu e che gli Xiu Xiu hanno davvero rotto il cazzo. Decido che il momento dell’abbandono è stato all’altezza del terzo disco, si chiamava Fabulous Muscles. Poi penso che no, se non sbaglio subito dopo (o subito prima) è uscito il live per Xeng che era bellissimo, e poi guardo la discografia su Wiki e in realtà ho ascoltato pure la roba con i Larsen e La Foret e The Air Force. Nessuno di quei dischi è brutto. Non è brutto nemmeno Nina, peraltro, anzi è molto bello: Jamie Stewart si mette a coverizzare Nina Simone e avrà pure rotto il cazzo ma ad esprimere quel senso di malessere insostenibile son capaci in pochissimi (forse nel pop contemporaneo giusto Matt Elliott e pochissimi altri), e da ogni cover esce fuori un amore per la musica che sembra venire da un’altra cultura. In giro l’hanno stroncato con abbastanza cattiveria, ma forse è in questa roba fuori tempo massimo che si riesce meglio a distinguere tra roba buona e roba di merda. Nel caso di Jamie Stewart, a quasi dieci anni dai primi dissensi diffusi, mi sembra abbastanza chiaro che stiamo parlando del primo caso.

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1Millions Now Living Will Never Die, mica i dischi prog sbagliati apposta usciti dopo quello che non mi ricordo come si chiama ma ha la grafica figa fatta per sembrare un cd masterizzato, a conti fatti la più grande influenza dei Tortoise sul mondo del pop. Quelli dopo son buoni tutti, ma avete riascoltato Millions di recente? Siete arrivati alla fine? Ne siete orgogliosi?

2Ho scritto davvero street-cred post-mortem, scusate.

3Ricevo i comunicati stampa dei Bud Spencer Blues Explosion, l’altro giorno me n’è arrivato uno sui nuovi concerti e non so perché tutte le volte mi viene da pensare che questi sono il gruppo che ha rotto il cazzo più di tutti in Italia, guardo la mail con un astio fangoso e allucinato come se non fossero manco un gruppo, come se fossero un esperimento in provetta iper-paraculato e fintissimo in culo. A dire la verità, comunque, non ho la minima idea del perché ho questa cosa in testa, cioè tutto sommato sono meglio di un sacco di altra gente che suona…

4 pensieri su “XIU XIU (e/o fenomenologia dell’Avere Rotto il Cazzo)

  1. Certo è che negli anni duemila sono poche le cose che non sono state un fenomeno del momento… anzi, non ce n’è proprio. Riascoltare qualsiasi cosa uscita dal ’00 al ’10 ti mette imbarazzo per il dislivello tra com’era e com’è realmente.

  2. “Throwing Copper” dei Live, quelli che sembravano un bignamino analfabeta della produzione dei REM. Milioni di copie vendute – una da me, e me ne vergogno – caduti nel dimenticatoio dopo una stagione. Ho messo il cd in macchina, alcuni anni dopo, ero con un amico, e dopo una decina minuti a sganasciarsi per l’imbarazzo (e per esorcizzare il malessere di avere dedicato tempo della nostra giovinezza a roba così) l’ho tirato fuori e lanciato dal finestrino. Il cd, non l’amico.

  3. @aisai – ti capisco. avevo pezzi dei grandissimi Live su una cassetta, la quale è finita nel bidone quando ho iniziato a raccogliere seriamente CD, assieme a un centinaio di altre. un gran dispiacere. non per i Live. Cazzo i Live.

    @Daniele – non saprei, cioè di base molte cose fighe che si sono perse nel resto degli hype secondo me c’erano e ci sono e insomma, sì, denominatore comune la malcaganza o la travisazione.

    @LF – sì anco io una volta a bologna, covo strapieno, non bellissimo, no.

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