Katy Perry – Prism

kpp

Katy Perry è molto maturata: rispetto a due dischi fa la sua opera è molto più organica e a trecentosessanta gradi, recupera coscientemente moderate dosi di trash e le frulla in un contesto credibile e il suo personaggio fragile e weird ma anche forte e committed inizia a risultare credibile. E la sua musica è cambiata, ma il suo amore per la stessa ha sempre questa dimensione religiosa e in generale è davvero fuori discussione. Però il disco fa comunque schifo.

Montana – Debuttanti (To Lose La Track)

MD

Lo incastrerei da qualche parte tra punk’n’roll peso alla Disquieted By e certa roba tipo Frammenti che mi viene in mente mentre ascolto certe cose, probabilmente senza nessun motivo. Oddio, ho scritto punk’n’roll, mi dispiace. Non ho davvero opinioni sul disco, se fossi il capo di Pitchfork diciamo che sarebbe un 5.7.

The Tiger Shit! Tiger Tiger- Forever Young (To Lose La Track)

tstt

I TSTT procedono in un modo strano, tipo –fanno un disco di un genere che era di moda tre o quattro anni prima e ne risollevano le sorti, poi il genere musicale è appunto MORTO e quindi i TSTT passano ad altra roba sempre più o meno morta e di questo passo non arriveranno mai al punto, immagino. Così ti senti il loro disco nuovo e ti sale sempre un incazzo mai visto, poi l’incazzo passa e il disco –bene o male- resta perchè ‘sti poveri cristi la musica la sanno fare bene. Ammetto che se il chitarrista dei TT non sia stato il boss di Movimenta, probabilmente non mi prenderei manco il disturbo di arrivare alla fine; ma anche a sto giro, come per Whispers, è andata a finire che mi sono affezionato al disco. Bravoni. Per così dire.

Garry Pitcairn – I’ll See You in the Trees (Dansza)

gp

In sostanza è un disco matto tipo Canterbury però realizzato (e mi piace pensare ambientato) a Rozzano MI. Non che Canterbury c’entri niente, è più per dire che se leggi “Canterbury” a Rozzano è probabile che sia il nome di una steakhouse in franchising dove fanno primi piatti con la cera al posto della panna. Il disco invece è roba buona, alla voce ACIDONI ma non stoner per il quale la metà del tempo va via chiedendosi dov’è che ho già sentito queste robe e l’altra metà rispondendosi boh, credo da nessuna parte. Finita la catena di domande e risposte si è un po’ esausti, ma è roba buona comunque.

The Melvins – Tres Cabrones (Ipecac)

mtc

Mollata la formazione Melvins Lite, riprendono il batterista originario e buttano Dale Crover al basso, che concettualmente è più o meno come prendere J Mascis come batterista. Nel caso specifico, in ogni caso, classico buon disco dei Melvins post-Senile Animal, quindi comunque molto meglio di Freak Puke e già di per sé sufficiente a giustificare lo sborso di soldi e tempo. Voglio dire, ne ho VENTI, vuoi smettere proprio ora. Continuiamo. A patto che rimettano Crover dietro la batteria, un altro batterista accanto e ricomincino a mandarla come i bomberoni che sono.

WHORES – CLEAN (RECENSIONE IN STAMPATELLO)

wc

OSSERVANTI ALLO SPIRITO DEL GRUPPO E DEL DISCO IN OGGETTO, SCRIVEREMO IL SEGUENTE ARTICOLO-RECENSIONE IN STAMPATELLO. CI PERDONERETE, E NON SAPPIAMO PERCHÉ ABBIAMO SCRITTO QUESTA BREVE INTRO IN PRIMA PERSONA PLURALE. LA SMETTO SUBITO.

SONO ARRIVATO UN DOPO, MA SE FOSSI STATO UN FANATICO DEGLI HELMET EPOCA STRAP IT ON NON CREDO CHE AVREI PRESO BENISSIMO MEANTIME. SIA CHIARO CHE MEANTIME È UNO DEI DISCHI PIÙ BELLI DEGLI ANNI NOVANTA, E CHI LO CRITICA VERRÀ ACCOLTELLATO DA QUELLI DELLA NOSTRA BALLOTTA, MA STRAP IT ON È MEGLIO E CREDO CHE L’AVREI PRESA MOLTO MALE. QUANTE VOLTE È SUCCESSO? NON RIESCO PIÙ A CONTARLE: IL GRUPPO FA QUALCHE DISCO BELLO E POI ARRIVA IL DISCO MESSO INSIEME PER FARE I SOLDI. LA COLPA È DA IMPUTARSI ALL’EGO DEI MUSICISTI, A PRODUTTORI SBAGLIATI, ALLE PRESSIONI DELL’ETICHETTA E TUTTO IL RESTO. È UNA FORMA MENTIS MOLTO ANNI NOVANTA, QUELLA ALLA BASE DEL DISCO PER FARE I SOLDI. MUSICA CHE DUE ANNI PRIMA ERA MATTA SPIGOLOSA E INCAZZATISSIMA E POI DIVENTA QUADRATISSIMA E SÌ, SPESSO ANCORA BELLA MA IN UN MODO MOLTO MENO PERSONALE. GENTE COLPITA DA QUESTA SINDROME: METALLICA, NIRVANA, SOUL ASYLUM, SUICIDAL TENDENCIES, KORN, FEAR FACTORY, LIFE OF AGONY, MACHINE HEAD, APPUNTO HELMET, ORANGE9MM, SHELTER, SNAPCASE, POWERMAN 5000, VISION OF DISORDER, EARTH CRISIS, OK GLI EARTH CRISIS ERANO DELLE MERDE ANCHE PRIMA, MA INSOMMA AI TEMPI NON SEMBRAVA, E INSOMMA POTREI CONTINUARE PER UN’ALTRA MEZZA GIORNATA E DIMENTICHEREI COMUNQUE UNA DOZZINA DI NOMI CHE NON POTEVO DIMENTICARE.

NON È LA PRIMA VOLTA CHE SUCCEDE, INSOMMA, MA STAVOLTA BRUCIA PARECCHIO. GLI WHORES NON LI ABBIAMO VISTI ARRIVARE, COME QUANDO ATTRAVERSI LA STRADA E VIENI COLPITO DA UN AUTOTRENO, PRESENTE? RUINER È STATO COSÌ. TE LO PASSA UN AMICO E DICE “L’HO TROVATO SU BANDCAMP”, GUARDI LA COPERTINA E TI SEI GIÀ MESSO A PIANGERE. IL RESTO È TELEFONATO, UN EP DI 5 BRANI VIOLENTISSIMI E SANGUINOLENTI E DROGATI. ERA GIÀ OBBLIGATORIO PARLARE DI RITORNO AL NOISE, NATURALMENTE (UN OBBLIGO CHE SENTO SEMPRE MIO PERCHÉ IL NOISE MI MANCA MOLTO), E INSOMMA CLEAN È ARRIVATO IN UN MOMENTO IN CUI TENEVAMO LE ORECCHIE APERTE IN DIREZIONE WHORES.

CLEAN, A SUO TEMPO (E NON DEL TUTTO A CASO) USCITO IN ANTEPRIMA SU PITCHFORK ADVANCE, È UN LAVORO PODEROSO DI CUI NON AVREI PROBLEMI A DIRE DISCO DELL’ANNO. COSÌ PER VOLARE BASSE: CHITARRE TESISSIME E PEZZI STRUTTURATI, MUSICA RIDOTTA ALL’ESSENZIALE E UNA PRODUZIONE CHE LA MANDA. PARAFRASANDO NIKKI, GLI WHORES SONO UN GRUPPO DI QUELLI CHE FANNO IL ROCK NORMALE. E ALLORA FESTA? NON PROPRIO. CLEAN STA AL PRECEDENTE RUINER PIÙ O MENO COME MEANTIME STA A STRAP IT ON, SI MERITA TUTTI I COMPLIMENTI MA IO ME LA STO VIVENDO UN PO’ DI MERDA. HO I CAZZI MIEI, VA BENE? CLEAN È LA DECLINAZIONE AGGRO-SLUDGE DEL DISCO PRECEDENTE, COSTRUITA SEMPRE INTORNO ALLE MAZZATE E AI CHITARRONI MA CON QUESTO FASTIDIOSISSIMO BISOGNO DI, SAI, PRECISIONE. O DI PIACERE AI FAN DEI TOMAHAWK. NON CHE PIACERE AI FAN DEI TOMAHAWK SIA UN DIFETTO DI PER SÉ, A PATTO DI NON ESSERE I TOMAHAWK, MA LA COMPONENTE EMOTIVA DEGLI WHORES È ANDATA A FINIRE SOTTO LITIO. QUESTA COSA PROBABILMENTE È SOGGETTIVA E PROBABILMENTE NO, STA DI FATTO CHE GLI WHORES NON URLANO PIÙ. PRENDETE DIECI FAN DI MUSICA PESA E FATEGLI ASCOLTARE CLEAN  DIETRO A RUINER: CINQUE DIRANNO CHE NON C’È PARAGONE E GLI ALTRI CINQUE NON CAPISCONO UN CAZZO DI MUSICA. FOSSE USCITO NEGLI ANNI NOVANTA L’AVREMMO DEFINITO IL DISCO PER FARE I SOLDI DEGLI WHORES. IL FATTO CHE I SOLDI NON CI SIANO PIÙ RENDE QUESTO CONCETTO MERAVIGLIOSAMENTE VINTAGE, E AIUTA GLI ANNI NOVANTA A TORNARE UN ALTRO PO’ (SOTTO L’INEDITA FORMA DI MODELLO DI CARRIERA ARTISTICA O DINAMICA DELLE ESTETICHE, COME SE FARE UN DISCO-SVACCO SIA DI PER SÉ CONDIZIONE NECESSARIA ALL’ESISTERE). MA LA REALTÀ DEI FATTI È CHE NEL SUO ESSERE PAPABILE A “DISCO DELL’ANNO”, CLEAN DENUNCIA IMPLICITAMENTE UN’ANNATA MUSICALE DEL CAZZO.