aggiornamenti e precisazioni

ve la diamo noi la location giusta...!

 
La location definitiva del Japanese New Music Festival (domani, venerdì 5 novembre, a Faenza) è il Museo della Ceramica (sta a poco più di 200 metri dal Clandestino). Inizio ore 22.30, ingresso GRATUITO.  Si farà tranquillamente in tempo a passare per il Modo Infoshop per il live con visuals del duo SiouxstarS (Mirko Sabatini e Diego Cofone), mezzora di meditazione trascendentale perfetta per viaggi astrali senza dover per forza assumere allucinogeni per questo. Dalle 19. Per chi poi vuole rimanere in zona, seratona spaccatimpani all’XM24 con G.I.Joe, Planet Brain e i fenomenali Shield Yr. Eyes (visti qualche mese fa sempre all’XM, su disco li trovavo noiosi, mi hanno lacerato orecchie stomaco e cervello), dalle 22.30 per quattro euro (letteralmente). Infine per tutti i seguaci del thrash-punk-d-beat-crust alla vecchia che amano gli animali e odiano il sapone, ecco una serata da leccarsi le croste al Nuovo Lazzaretto: dalle 21.30 si alterneranno sull’asfittico micropalco Vulcano, Cancer Spreading, Children of Technology e Infamia. Tutto questo nella stessa sera.
Infine, il punto della situazione sui concerti Locomotiv-non Locomotiv di cui avevamo promesso aggiornamenti: Jamie Lidell è stato spostato al Link e i Liars alle Scuderie (per i non bolognesi: è un bar all’interno dell’ex mensa universitaria in piazza Verdi). La buona notizia è che chi aveva già preso in prevendita il biglietto per Jamie Lidell si becca anche Mathew Jonson compreso nel prezzo. Un’unica raccomandazione: al ritorno cercate di schivare i metronotte impazziti

i Pearl Jam colpiscono ancora.

 
Dal blog dell’Heineken Jammin Festival (tranne naturalmente i commenti tra parentesi):

Una pioggia torrenziale ha impedito l’esibizione dei Green Day del 4 luglio. L’evento metereologico, non particolarmente inaspettato e comune in questa stagione, in ogni caso non ha provocato danni irreparabili alla strutture nè alle persone: solo una cinquantina di ragazzi che audacemente hanno sfidato le intemperie rimanendo sotto il Palco hanno dovuto ricevere delle cure per delle crisi di panico e ipotermia. Si può dire che è andato tutto bene (considerando chi suona domani direi che è andata proprio alla grande): nei paesi limitrofi ci sono state trombe d’aria e danni gravi alle abitazioni (chissà, magari i Pearl Jam si trovavano proprio da quelle parti). Soprattutto nulla a che vedere con il DOWN BURST, la spaventosa colonna d’aria fredda, acqua e grandine che ha danneggiato irreparabilmente il Palco nel 2007 e provocato dei feriti gravi (indovinate chi erano gli headliner quando si scatenò la tromba d’aria).

Speriamo che d’ora in poi, in caso di partecipazione a un qualsiasi concerto/festival/evento che implichi anche alla lontana la presenza o il coinvolgimento di Eddie Vedder e soci, non diventi necessario stipulare preventivamente un’assicurazione sulla vita (sempre che siano rimaste sulla piazza compagnie assicurative disposte a offrire una “polizza Pearl Jam“). Quel che è certo è che domani bisognerà fare molta attenzione.