STREAMO: Fennesz/Daniell/Buck – Knoxville (Thrill Jockey)

cover (dettaglio) (non è vero)

Per chi sballa con cose tipo i vuvuvuvuvuvus, vale a dire la versione volgarotta e metallosa di certe intuizioni minimal che hanno smesso di chiamarsi intuizioni trentacinque anni fa, a prescindere da quello che ne pensi mia madre, la quale annovera tra le cose più urgenti a cui ri-pensare (così a mente) un nuovo frigorifero, una lavastoviglie, quello che danno stasera su raidue, le cure termali, un’automobile, il fatto che io le fabbrichi un nipote e la festa della parrocchia del mio paese. Tony Buck (batteria) è un australiano di quelli che incontrate in metà dei dischi che ascoltate se ascoltate quel genere di dischi, giro Ex quando va bene e giro Zorn quando va male. David Daniell è un carneade del post-post-rock, vale a dire che ha un disco in giro con Doug McCombs (che vi potete beccare in sconto se lo comprate assieme al disco di cui parliamo, perché la musica post nella sua forma più pura e perfetta la fanno un tanto al chilo). Fennesz è Fennesz. In tre danno vita a una ragionevolissima versione  rock dei dischi più ambient di Fennesz: tappetoni di chitarre effettate stile drone music elegantissima su cui s’appoggiano batterie più o meno a caso guardandosi bene dal buttar dentro un beat -anche per sbaglio. Rumorosissimo se si alza il volume, elegantissimi a prescindere dal volume stesso. Sul finale Tony Buck suona un sacco e si sente meno quell’effetto primi Growing (che per carità, dieci volte meglio l’effetto primi Growing che i Growing attuali) e si inizia a sentire un disco postrock davvero piuttosto interessante figo ed ascoltabile, una specie di Storm&Stress senza il problema di dover scrivere pezzi o che altro tagliati con dosi di Eluvium, SixOrgans, Chatham, Pyramids, ovviamente My Bloody Valentine e un centinaio di altri artisti a caso purchè tendenzialmente malinconici e pallosi. Per i fan di drone metal e affini c’è anche un sottotesto relativamente dark che viene reso quasi meglio dalla press-sheet di Thrill Jockey (che in inglese significa vale la pena a prescindere) di quanto possa mai sperare di fare la musica in se stessa, quindi lasciamo il link alla pagina -dove potrete perfino ascoltare il disco in streaming e sballare con l’epicità pastosa e raggiante della musica che si posa delicata sul tramonto dell’ultimo sole di un’estate ormai agli sgoccioli mentre continuate a postare foto della vostra vacanza ad Amsterdam su Facebook nella segreta speranza che qualcuno se le caghi pure. Grazie a Delso per l’imbeccata.

A las cinco de la tarde // Lamentazione sulla vittoria della Spagna ai mondiali

Che palle, che gran par di palle, il solito finale da italiani pieno di ansie e di anelito al meno peggio: la finale dei Mondiali 2010 sarà tra quelle pippe degli olandesi – davvero inaccettabile quando sono gli altri a vincere a culo; e perdipiù, nella fattispecie, noialtri del popolo viola non possiamo sopportare che i Boeri tornino al successo in Sudafrica, ci piacevano tanto quei simpatici negri, Muslera, hai una birra pagata quando torni a Roma – e, ed è questo il brutto, il peggio, l’incubo totale e soverchiante, la SPAGNA.

La Spagna!, il che vuol dire gli spagnoli, non paghi di aver sconfitto il fascismo mentre da noi lo stesso rinasceva, non paghi di avere avuto il boom economico e di aver invaso le nostre città con le loro frangette e le magliette da fuorisede, non paghi di una musicalità che invade il mondo e contagia e non ti puoi fermare, di un sudamerica che parla la tua lingua e quindi puoi

Ma vaaaaaffanculo

andare in vacanza in Messico senza che ti diano le sòle perché parli inglese come un coglione, non paghi di potersi sposare tra maschi, di massacrare bestiole innocenti per gioco sublimando la propria omosessualità (quelli che non si vogliono sposare) nelle tutine rosa dei matador, non paghi di ballare per strada quando il boom economico è finito bevendo ORXATA e fregandosene della crisi, non paghi di avere il vezzo di diverse orgogliosissime etnie nel proprio paese, non paghi dei registi italiani bogalei che fanno i film sulla Spagna, Terra delle Libertà (in Italia solo il Popolo), non paghi degli esami da avvocato facili (anzi forse non ci stanno proprio), non paghi di Tenerife, non paghi di essere stati eliminati sì dall’Inter ma di aver aperto gli idranti rosiconi a Mourinho, non paghi dei calci di rigore agli Europei che se non era per quel tappo di Di Natale, più basso ancora degli olandesi, non sarebbero stati MAI campioni

(prendo fiato)

Non paghi nemmeno delle gote (furie?) rosse di Torres; delle ramblas; della affabilità e della simpatia; delle spiagge più belle d’Europa; della cena alle 23 (¿che dite, oggi comiamo un po’ prima che domani mi alzo presto per andare al lavoro, sì guarda, una cosa terribile, devo essere in ufficio alle 11.30 precise?); della città a misura d’uomo; dei festival musicali più fichi e indipendenti e liberi anche se attirano un sacco di italiani e perciò non è così bello andare come, ricordate, nel 2002 quando non c’erano così tanti italiani e a noi ci si rivolgevano in spagnolo così ci sentivamo un po’ di Madrid anche se preferisco Barcellona per via di Messi e del fatto che i madrileni sono fascisti mentre i catalani sono comunisti a parte i tifosi dell’Espanyol che sono fascisti e infatti sono gemellati coi tifosi della Lazio che sono fascisti mentre i romanisti sono comunisti come il Barcellona comunista e infatti è un po’ così ahahah la Roma è il Barcellona di Roma e la Lazio è l’Espanyol di Roma e c’hanno i complessi undici anni di B con Di Canio e Lotito in B vai spedito. Spagnoli comunisti. Italiani fascisti. Durante il franchismo, gli spagnoli erano tutti partigiani. I franchisti erano italiani. Franco era italiano, se no si sarebbe chiamato Pablo non Franco.  E le donne, ah, le donne spagnole; e gli uomini, ah, gli uomini spagnoli; la passione, il sangre, l’ARENA, e la sangria, il vino, la vida, la VERA VIDA! L’insegna Tio Pepe a Puerta del Sol; la movida; la fermada degli autobus deserta alle sei del mattino, ma i taxi costano poco in Spagna e ti fregano solo se sei italiano (e quindi te lo meriti); Rec, l’unico buon film horror degli ultimi 10 anni (noi quello di Zampaglione); le sagome di tori sulle autostrade e sulle nostre magliette; la strada di Barcellona con tutti i negozi di dischi (in Spagna vendono solo dischi belli e li danno via gratis, le vecchine ascoltano Isolée e i manager cattivi Wavves e Los Planetas); a Cadaques mi divertii moltissimo, ancor di più a Benicassim, meno a Lloret de Mar che è una merda di città piena di italiani. Una ragazza italiana venne uccisa proprio lì qualche anno fa, ma l’assassino era uruguaiano (gli spagnoli non uccidono ragazze, solo tori e fascisti, e per giunta ¡l’Uruguay non è in finale, la España envyece asì!); Mahòn già meglio, ci sono gli inglesi, maestri di Vacanze e di Football (loro amano arrivare al massimo agli ottavi, poi si annoiano e tornano a Southampton a mostrare agli immigrati turchi quanto sia superiore il calcio inglese. E sportivo! Italiani fallosi e sleali col catenaccio. E in Inghilterra ci sono certi ristorantini spagnoli che lèvete). La pubblicità in cui la ragazza spagnola diceva si es asì te perdono. Le italiane non perdonano, e sono brutte. E grasse perché in Italia si mangia tanto e male e i ristoranti sono cari. In Spagna invece si mangia tanto e bene e a poco. La paella non ingrassa. Se sei ciccione il cibo spagnolo ti fa dimagrire. Il pesce è tutto fresco. I calamari fritti in Spagna si chiamano “alla romana” (da noi “calamari fritti”), e in questo ci vedo un insulto ben peggiore dei significati soft-porno che otteniamo noi declinando al femminile e sostantivando l’aggettivo “spagnolo” (Italiani sessisti. In spagnolo le parole maschili si tolgono il cappello prima di essere dette, quelle femminili sono Forti e Fiere e ballano in continuazione un sensuale flamenco del cazzo).

Piazza Càvour a Foggia

Ai bimbi spagnoli insegnano che Cristoforo Colombo era spagnolo, puà, ridicolo, lo sanno tutti che Cristoforo Colombo era di Foggia. E in ogni caso ha scoperto un continente DI MERDA. Se non era per lui, niente guerra in Iraq. L’Afghanistan finalmente russo. Pace in tutto il mondo. Comunismo imperante. Piano quinquennale ogni cinque anni. Soviet da Aosta a Terracina. The Power of Viet Now. Popolo viola in libertà. Niente Berlusconi, gli autobus tornano a fare la fermata di Via del Plebiscito. Ora che ci penso, Cristoforo Colombo era proprio italiano, si vede dal male che ha fatto, e ha sulla coscienza ogni palestinese morto per mano israeliana. Israele amico dell’Italia. E intanto l’attentato di Madrid ha commosso l’Europa. Quello di Roma non ha commosso nessuno, anzi, quasi nessuno se ne ricorda più. L’ETA è fica e innocente (noi solo terrorismo nero, greve e maleducato). C’è un complotto italo-sionista ai danni di Arafat. Bin Laden è nascosto a Siviglia, nella plaza de toros, con una tutina rosa, e il pubblico APPLAUDE!, e sì, lui ha distrutto le Torri Gemelle quindi questo sarebbe un bene, se non fosse che in realtà è un agente C. I. A. e questo è male. La C di C. I. A. sta per Catalogna. La A per Atlètico Madrid (comunista; Real Madrid fascista. Rayo Vallecano radicale, ma simpatico), la I per Iniesta, che sa palleggiare, è comunista e ha sposato un uomo (Xavi), in Spagna si può! In Italia non si può. In Italia non si vive, in Italia non si scopa (manco tra maschi e femmine), in Italia solo i preti e il papa, in combutta con la mafia, una storia di scandali e di miserie. In Spagna no, Isabella era cattolica ma non troppo, Hernan Cortès lo avevano messo sulle pesetas (l’unica moneta col buco, ¡è sia soldo sia ciondolo per collanina!, non come quelle brutte lire) perché il progresso non si ferma, gli Aztechi che cazzo vogliono erano imperialisti e gli altri indigeni, quelli buoni, in realtà aiutarono gli Spagnoli nella conquista di Città del Messico (bel nome, eh, hanno dato alla vecchia Tenochtitlan, strano che il Messico lo abbiano chiamato così e non semplicemente Paese) e Moctezuma morto in catene se ne stia zitto all’inferno, al massimo mandando la sua proverbiale maledizione ai turisti (italiani, che non sanno stare al mondo). Seneca era spagnolo. Spagnolo Lorca. Spagnolo Ortega y Gasset, due palle così da leggere, ma quanto stile. Spagnolo era Alessandro Borgia, l’unico papa fico. Era spagnolo Mendieta, il solo calciatore di serie A che suonava la chitarra punk rock e leggeva saggi di filosofia. Era una pippa solo perché giocava nella Lazio, lo faceva apposta, per far perdere quei fascisti. Spagnoli erano infine Cervantes, Velasquez, El Greco (a proposito, vi consiglio el greco sotto casa mia:  http://nuke.italiagrecia.com/Portals/0/Immagine%20egeo%20056.jpg); e Dalì, Gaudì, Floro Flores e Che Guevara. Josep Pla.

Cosa ci succederà, cosa faremo quando non più tardi del giorno undici alle ventidue e ventidue (la numerologia ci indica per certo a che ora finirà il mondiale) la Spagna alzerà la Coppa del Mondo al cielo, completando il quadro di Nazione Perfetta, Italia Senza Difetti, primi al mondo per diritti, libertà e centrocampo? La nostra unica, flebile speranza è nell’Olanda (che nella lingua locale di chiama tipo Nerdeland, ossia “Paesi Pieni di Sicumera”), nonostante i giocatori siano così antipatici da starsi sulle palle persino tra loro, nonostante la loro corsa sgraziata dovuta agli zoccoli di legno che calzano durante il tempo libero, nonostante quell’imbecillona bionda – forse la regina – che, ebbra di gioia, saltellava salutando con la mano ad ogni goal sculato e immeritato che gli Orange segnavano al povero, eroico Uruguay.

Ma tanto lo sappiamo già che non succederà. Hanno già vinto. Un’altra lezione di civiltà dalla Spagna. Altra sangria. Quel bruttone di Puyol. Letizia Ortiz, magnatela ‘na cosa. Il nostro re ha ammazzato un innocente. Il loro anche, però poi ha fermato la rivoluzione. Jamon serrano. Tortillas. Le tapas.

Mi sento solo, spaurito, vorrei essere ancora bambino quando mia nonna romana di sette generazioni mi preparava i calamari prima di mettermi a letto. Guardo con diffidenza un cd dei Migala che ho per caso (non so che musica contenga), penso al mio povero cagnolino e al fatto che se fosse un toro e fossimo in Spagna lo prenderei a spadate.

Ma è tempo di concludere con qualcosa di propositivo.

A chiunque abbia avuto la pazienza di leggere queste righe e provi il mio stesso sgomento, dedico una formazione dell’Italia piena di sconforto: Marchetti. Zambrotta. Cannavaro vecchio. Chiellini. Criscito. Montolivo. De Rossi. Marchisio. Iaquinta, Gilardino. Tio Pepe. A un certo punto entra Camoranesi.

La fine.

cercasugoogle: QUANTO MANCA ALLA FINE DI ITALIA SLOVACCHIA

(l'immagine è pretestuosa)

Giuro su me stesso quando pesavo settanta chili: qualcuno ieri è entrato da noi cercando su Google QUANTO MANCA ALLA FINE DI ITALIA SLOVACCHIA. Purtroppo in quel momento stavamo soffrendo davanti alla TV come ai tempi di Caporetto, e non abbiamo potuto controllare le statistiche nè rispondere in tempo al navigante. Sto considerando in effetti l’idea di arruolare come stat-browser una ragazza avvenente senza interessi, così da poter segnalare in tempo reale.

Nel caso tu, caro navigante, sia ancora in dubbio davanti al computer, sappi comunque che l’ultimo match Italia-Slovacchia si è conclusa poco prima delle 18,00 del 24 giugno 2010, con un risultato di 3 a 2 per la Slovacchia stessa. Quindi nel caso puoi tranquillamente chiamare tuo padre e spernacchiarlo al telefono. Per qualsiasi problema futuro legato alla schedule dei mondiali di calcio, comunque, il consiglio è di registrarti su twitter e seguire un paio di persone tipo @enver o @dietnam o @thesleepymist (la mafia veneta, insomma). O l’aggregatore @doppiavuemme, cioè una intera ballotta di gente che twitta impressioni in tempo reale. Vedrai che non ti perdi più nemmeno le scoregge silenziose (che mio fratello chiamava Filadelfia) del quarto uomo.

Altra cosa: le partite di calcio durano 90 minuti, più 15 minuti di intervallo ed eventuali recuperi. Calcola due ore dall’inizio e sei tranquillo, così chi sta davanti alla TV si vede anche la piangola di Quagliarella.

(Nota a margine: chissà se tra Quagliarella e il senatore Quagliariello c’è un legame di parentela. Chissà se c’è anche tra Zambrotta e Fredrik Thornedal).

Per quanto riguarda invece il prossimo match Italia/Slovacchia, al momento non so risponderti. Di mio posso solo aggiungere la segreta speranza che il match in questione sia una partita di pallanuoto, perchè il Settebello certi screzi -tipo tornarsene a casa in un match con la Slovacchia- a noi non ce li fa.

Power to the vuvuzela.

Vuvuzelas: c’è chi dice no.

Ormai convinti che il mondo intero fosse caduto in trance, irreversibilmente sottomesso al potere del ronzio più colossale, estatico, immaginifico e epidemico del mondo (da queste parti già parzialmente celebrato), non senza stupore abbiamo rilevato l’esistenza di diverse voci di dissenso. In particolar modo, colpiscono per violenza e intransigenza i commenti presenti sulla pagina YouTube da cui è tratto il video di cui sopra, equamente divisi tra semplici travasi di bile e più articolate manifestazioni di razzismo becero da far sembrare il più fetido dei rednecks analfabeti un luminare dell’Accademia della Crusca. Noi ovviamente stiamo da tutt’altra parte, per dirla con parole altrui, I hate it when I’m at a vuvuzela concert and people start playing football!, e ci auguriamo che ben presto happening del genere si svincolino progressivamente dalle partite di calcio e diventino attività ricreativa a sè stante, riconosciuta in tutto il mondo e promossa dall’UNESCO. In fondo, chi l’ha detto che un concerto di vuvuzelas debba durare per forza novanta minuti?!? Con il dovuto ricambio di esecutori e spettatori, si potrebbero organizzare concerti di vuvuzelas della durata di settimane (o, come nel racconto di Stephen King E hanno una band dell’altro mondo, di anni e anni); la vuvuzela sostituirebbe strumenti inutili come il flauto o lo xilofono nelle lezioni di musica fin dalle scuole elementari, e i risultati sarebbero sotto gli occhi di tutti. Ma, come detto, c’è chi non condivide il nostro entusiasmo: di seguito vi offriamo una selezione di alcuni tra i commenti più stupidi e razzisti che abbiamo letto al proposito. Indispensabile una buona conoscenza della lingua inglese, ma soprattutto una scintillante vuvuzela a portata di tonsille e tanto fiato in corpo, per assordare tutti insieme quei bastardi.

negros ruin ANYTHING they touch or are envolved with, they’re a animalistic race that destroys, NEVER building anything
 
 
Drop dead. What happens during WC in Africa right now, proves for the whole world the differences between aryans and animals.
 
 
When they are so stupid placing World Cup among lower standing “humans” in Africa, they should understand that something idiotic will come out of it.
This WC are spoiled because of this ridicolous plastic horn used by monkeys. I tried to see two matches, but had to stop after 20 min. No more WC for me this time, and to UEFA: NO more WC in the underdeveloped areas of the world. Look to previous WC in aryan Germany. It was perfect.
 
 
I wonder what the South African World Cup 2010 will be remembered for????
1.Bringing the football world together?
2.Watching the best of the best play against one another?
3.Half of the European players seeing how many times they can fake a life threatening injury as a result of throwing themselves on the ground when the opponent was nowhere near them? (Ronaldo)
4.Bringing the country together with a false hope that we might do well.
 

 

OR

5.Those retards blowing their vuvuzelas?

Answer……

 
I was planning to visit SA to go to a couple of the World cup games, THANK F**K I changed my mind! At least watching on TV I can turn that god awful noise off. Do the SA people not realise/care that they are making themselves into a laughing stock around the world? They probably ‘DON’T CARE WHAT WE THINK’ about them, because caring is an ability displayed by civilised people. If I were sat next to some twat blowing one of those things, I would RIP HIS F**KING LUNGS OUT. SA YOU’RE A DISGRACE.
 
 
lol south africa people look like dirty black monkey ~!!
they will not have any world event~!
 
 
All right sports fans, the Cup is up and running! So far there have been Greek players robbed, Chinese Reporters robbed, 15 people hurt in a stampede outside a stadium, and terrorist legend Nelson Mandelas great? granddaughter was killed by a drunk driver coming back from the exciting World Cup kick off concert.
 

 

Another funny headline I saw was New Zealand players complaining of a bad odor in the air while they practiced
 
 
niggers are good for nothing.
 
 
BECAUSE DE PLAYERS! DEY EAT DA POO POO (con ventisette commenti a favore)
 
 
  

TYPICAL MONKEYS have to try be different and ruin everything.
 
 
copy and paste if you think all the south african niggers that know nothing about football blowing their STUPID POINTLESS IRRATATING HORNS should be barred from all matches.
 
 

south africa is a shit hole, what did they expect when they decided to host the world cup there? when they aren’t raping and murdering each other, the blacks of south africa go around annoying people with horns. gotta love south africa.

 

The Vuvuzela, clear evidence of an inferior race. I mean, what kind of idiot blows through a pipe for 90 minutes not paying attention to the action on the pitch?

Hmmm…..Blacks being loud and obnoxious and contributing nothing positive. Whats new? (N.B.: l’autore del commento si firma “ObamaSmellsBad”)

What? a bunch of apes.
 
 
nigger symphony. they do nothing well.
 
 
what a bunch of barbarians
 
 
South Africans must be seriously retarded if they think this deafening racket is the best way to encourage top performance from the players.
 
 
For more on the IQ of the coloreds click on youtube video titled:

 

Race and IQ part 1 (io il link non l’ho aperto, ma mi chiedo, chi sarà stato l’autore della disamina? Howard Zinn?)

i hate the clown noises thats for sure, black people are stupid. i bet you most of these horn playing bastards are black, while the majority of whites are annoyed by it. superior intelligence is obviously in the hands of the white people.
 
 
Fucking niggaz need to cut this shit out. Why’d they take the cup into this nigger hellhole anyway is beyond me…
 
 

We aren’t loud, annoying niggers. Seriously, our music isn’t a cacophony of niggerhorns trying to play different “songs”

 

strcit negrum ty trubky do prdele!!!! (non ho la minima idea di cosa voglia dire ma mi ha fatto ridere)

fucking africans… why should they be always troublesome????
 
 

fuck you niggers! (segnalato come spam)

fucking monkeys abd their fucking blowhorns, i wanna watch football without getting a headache…
 
 
Understand now why the apartheid was created?
 
 

shove your horns up ur nigger asses,fucken ruined the world cup,like every thing else you get ur hands on (segnalato come spam)

FUCK THESE CUNTS, They destroy TV broadcasts
90 minutes of SOLID blowing during the game today, Ban them
 
 
The Africans show their intelligence by blowing this jungle horn for 90 minutes without a break. Europeans sing songs and you can hear the atmosphere when someone scores or if they miss. But with this mindless monotone 90 minutes non stop noise, you get nothing.
 
 

Part of your culture? Stupid, it is a plastic horn! Did your culture create plastic horns? Have you idiots been blowing them for hundreds of years, despite there being no plastic until last century?

 

Maybe it does create an awesome atmosphere for your primitive people, but it is annoying the entire world. (ancora ObamaSmellsBad)

That is the most fucking annoying sound ever! I tried to watch some of the World Cup but couldn’t do it because of those stupid asses blowing those stupid fucking horns! What a bunch of absolute fucking idiots! 
 
 

Take your vuvuzela and shove it up your ass!

 

Meno male che poi un ignoto illuminato fornisce LA risposta:

 
If it’s too loud, your too old. And lame.
 
 

 
 
 
 
 

 

L’agendina dei concerti: richiamino.

una valida alternativa all'egemonia delle vuvuzelas.

 
Spuntano fuori nuovi appuntamenti a Bologna, da aggiungere alla già strapiena agendina dei concerti di questa settimana. Oggi pomeriggio c’è Hugo Race gratis in Piazza Verdi; dalle 18 in poi. Poi tutti all’XM24 che tanto non si accavallano gli orari. Domani sera, per chi non ne ha mezza di andare a sudare in mezzo a centinaia di stronzi per LCD/!!! a Ferrara, e magari ha voglia di sentire del jazz coi controcoglioni eseguito da uno tra i più grandi luminari viventi della materia, al Festival di Santo Stefano c’è il mitico Franco D’Andrea al piano solo per una performance nel segno di Thelonious Monk.
Sabato e domenica a rischiarare il weekend di chi resta in città e predilige i suoni drogati ci pensa il Modo Infoshop con una doppia da ringraziare di avere un paio di orecchie funzionanti: si comincia sabato dalle 20.30 con concerto + seminario di didjeridoo del veterano Gianni Placido, che presenterà il nuovo CD Ab Origine con una performance dal vivo suonata con più didjeridoo e basi elettroniche. Roba da far schizzare il cervello direttamente su Plutone, e senza nemmeno bisogno di ingurgitare alcunchè di psicotropo! Il Paradiso, praticamente. Domenica invece l’appuntamento è alle 19.30 per un solo show in compagnia del sax del gigante Katsura Yamauchi (date uno sguardo al suo mostruoso curriculum poi ditemi se non vi tremano i polsi); c’è anche il tempo di mangiare un boccone prima dei Dysrhythmia all’XM.

MATTONI issue#6: “the Vuvuzela drone”

L'arma del delitto (clicca per ingrandire)

 

Questo non è mai stato inciso (per ora) e non sta su nessun disco, ma lo conoscono tutti, in tutto il mondo. Per averne un assaggio basta accendere il televisore in questi giorni durante una partita qualsiasi dei mondiali di calcio: l’effetto è immediato e decisamente straniante, entrare nel gorgo è la logica conseguenza. Sulle prime è il senso di fastidio a prevalere, come prendere coscienza all’improvviso di un rumore di fondo persistente, estremamente molesto e impossibile da eliminare; poi, lentamente, molto lentamente, l’orecchio si abitua, il ronzio entra nelle vene, diventa progressivamente parte di noi. È come venire risucchiati dentro uno sciame di zanzare. Di miliardi di zanzare. Come trovarsi sospesi nell’epicentro di un cataclisma, in un sogno lucido o nella più reale delle esperienze extracorporee. È l’essenza stessa del significato di drone nella sua accezione più pura e primordiale; non per niente la traduzione letterale di “drone” è “ronzio”, e questo è finora il ronzio più colossale, maestoso e imponente mai prodotto a memoria d’uomo. Massimalismo allo stato puro, roba da fare impallidire la misera distesa di batterie dei Boredoms (“soltanto” 77) e che perfino un massimalista D.O.C. quale Rhys Chatham, con le sue quattrocento chitarre elettriche lasciate a riverberare nella conca della basilica del Sacro Cuore a Parigi, era riuscito soltanto a sfiorare da lontano. No, no, non c’è gara: decine di migliaia di esseri umani sintonizzati sulla stessa nota, impegnati a produrre la stessa nota per un lasso di tempo potenzialmente eterno (generalmente circoscritto a 90 minuti per la sola ragione che tale è la durata convenzionale di una partita) sono qualcosa di francamente irripetibile e assolutamente inebriante anche quando udito nel più malmesso dei tinelli, in mutande davanti alla tv, stravaccati sul divano (figurarsi come deve essere trovarcisi fisicamente in mezzo…!), un mastodontico, indescrivibile bordone dentro cui perdersi forse definitivamente, un muro di suono sconfinato, titanico, monumentale, imparagonabile per intensità ed effetti – devastanti e duraturi – sulla psiche. Qualcosa di paurosamente vicino a uno stato di trance perenne. Poche pippe: è questa la più grande opera d’arte della storia dell’umanità, e affanculo cosa pensava Stockhausen dell’11 settembre.
A dimostrazione di quanto il vuvuzela drone abbia già intaccato irreversibilmente il sistema nervoso collettivo, riportiamo integralmente la descrizione di “vuvuzela” presente fino all’altroieri sulla pagina italiana di wikipedia (scopriamo ora che è già stata rimossa). Sicuri che in futuro il contenuto verrà rimaneggiato altre migliaia di volte, per qualche giorno questo è quanto apparso: delirio totale.

L’uso della vuvuzela è stato talvolta impedito all’interno degli stadi. Con la giustificazione, rivelatasi poi non veritiera,[3] che questo strumento fosse un elemento caratteristico della cultura e delle tradizioni sudafricane, la FIFA ha deciso di permettere l’ingresso della vuvuzela all’interno degli stadi dal 2008.

In particolare, la vuvuzela ha fatto parlare di sé durante lo svolgimento della FIFA Confederations Cup 2009, a causa del suo rumore intenso e praticamente ininterrotto, addirittura fastidioso per i giocatori,[4] al punto che la FIFA ha valutato l’ipotesi di impedirne l’introduzione negli stadi dei Mondiali 2010.[5][6] Poco dopo la fine della Confederations Cup, l’ente calcistico ha dato il via libera alle trombette.

E da quel momento fu BBBBBBBBBBBZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ ZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZZ

L’agendina dei concerti (Bologna e dintorni) – Giugno (parte 4)

Foto courtesy of eBaumsworld

 

Agendina in anticipo di un giorno per segnalare che questa sera, a partire dalle 19.30 e assolutamente gratis, al Modo Infoshop si esibiranno Geoff Farina e Chris Brokaw; il pretesto è la presentazione dell’album The Angel’s Message to Me, collaborazione tra i due di stampo primitivista-folk-untempoquieratuttacampagna, ma vista la generosità, l’entusiasmo e l’assoluta caratura artistica e umana di entrambi i personaggi è lecito aspettarsi un concerto non meno che fluviale. Lunedì per i più artisticanti in ascolto l’appuntamento è dalle 20 alle 24 (per i più piccini dalle 18.30 alle 20) nella suggestiva cornice di Villa Aldrovandi Mazzacorati con il festival perAspera; poi via a ingurgitare MD a secchiate sulla via per Riccione, c’è Martin Buttrich all’Echoes. Lui è un grandissimo e i suoi live set (nei quali utilizza quasi esclusivamente apparecchi analogici) sono assolutamente da paura, vederlo in azione è pura estasi e i suoni che crea si insinuano nel cervello per non uscirne più (se non previa lobotomia). Martedì, per la serie “ma esistono ancora?”, a grande richiesta i Down By Law al Blogos; eroi minori di quel punkettino-poppettino-zuccherino inerte e fastidioso che ai tempi del liceo sollazzava chi tra noi non capiva un cazzo di musica, rispuntano fuori da chissà dove per l’ennesima operazione nostalgia per gonzi. Ognuno ha quel che si merita. Mercoledì all’XM24 un nuovo capitolo della rassegna MeryXM; la parte musicale è nuovamente ad appannaggio del grande Giorgio Simbola e l’ingresso come sempre gratuito. La data dei Death Before Dishonor + Wisdom In Chains di giovedì, originariamente fissata al claustrofobico Nuovo Lazzaretto, è stata spostata al Voodoo Club di Comacchio; ma la cosa non vi interessa comunque perché sarete tutti a Ferrara per LCD Soundsystem e !!!, potrei scommetterci il culo. Venerdì una simpatica doppia; ai giardini di via Filippo Re (gratis) i Diaframma propongono i grandi classici di duecento anni fa oltre al più recente e paccianesco repertorio tutto a base di inculate e schifezze da depravato, e sicuramente (tanto finisce presto) si fa in tempo anche a fiondarsi all’Atlantide per Sanguedischi Fest (Lady Tornado, Vulturum, Si Non Sedes Is e Altro). Sabato non c’è un cazzo e potrete gettarvi a corpo morto in qualche Malebolge a caso a Marina; occhio però a conservare un briciolo di energia perché domenica, nel loro primo tour europeo di sempre, all’XM24 suonano i Dysrhythmia. E questa notizia, non so voi, ma a me ha restituito il sorriso per tre giorni.